Al Gallo, 50 anni di tradizione

Dalla foto del 1930 si legge Trattoria al Gallo una scritta grande così, sopra le stesse mura della casa che oggi ospita il Ristorante, che non ha mai cambiato nome, ma tutto il resto si.

Data di nascita molto presunta il 1860 e dunque già ai tempi della foto ( un camioncino, una moto, due auto parcheggiate sulla destra, a sinistra le biciclette, qualche passante nella piazza, grande e luminosa) il posto di ristoro si era evoluto.

Oggi è un piccolo monumento alla cucina di pesce veneziana, classica, tradizionale, anche se con la terza generazione dei Busatto (Monica e il marito Lorenzo) è arrivato qualche piatto più attuale.

Ma qua si viene per il Pasticcio di pesce, il Baccalà mantecato, la Granseola, i Risotti, le Fritture. La svolta è datata 1968, 50 anni spaccati, quando il Cav. Toni Busatto da Treviso e la moglie Santa, prendono possesso dei locali affacciati sulla piazza: lui si occupa di cercare il pesce migliore; lei si piazza in cucina dove sta ancora oggi, con i suoi 76 anni benissimo portati, infaticabile.

Nel frattempo Al Gallo si è allargato, ha ampliato la sala, si è arricchito di una splendida corte interna, di una ricca e attenta cantina, sono aumentati anche i quadri appesi alle pareti e le foto dei vip passati di qua, un esercito di famosi.

Resta – all’ingresso – la parte storica, la zona trattoria anima del locale, dove si pranza, si chicchera, si beve un’ombra. E la cucina da asporto, idea a quel tempo quasi rivoluzionaria. A differenza, da allora, è che il cavalier Toni Busatto, dalla sua postazione controlla, che tutto funzioni alla perfezione e in special modo verso l’affezionata clientela. La Santa, invece, è sempre al suo posto. Del resto, senza di lei che fritto sarebbe?

In cinquant’anni la filosofia del ristorante non è cambiata si è sempre ispirata alla tradizione e alla classicità, attenta però ai nuovi gusti e per i palati sempre più raffinati.

 

 

Claudio De Min
Gazzettino del 27 Giugno 2018